La luce che filtra dalle finestre della Sala dei Sindaci sembra quasi voler dialogare con quella che avvolge San Francesco in un’aura di visione e ardore nelle tele esposte. È in questo equilibrio tra suggestione e storia che ieri pomeriggio Pontremoli ha inaugurato la mostra "San Francesco – Tutto serafico in ardore. Omaggio di Pontremoli al Patrono d’Italia tra luce e visione", un nuovo tassello del percorso culturale che negli ultimi anni ha trasformato il Palazzo Comunale in un vero spazio espositivo di riferimento. Al centro dell’allestimento due opere di straordinario valore: il "San Francesco" di Annibale Carracci (1585-1590) e "San Francesco riceve le Stigmate" di Gherardo delle Notti (1590-1656), eccezionalmente concesse dal Museo e Real Bosco di Capodimonte e da Intesa Sanpaolo – Collezione Gallerie d’Italia di Napoli. Un prestito prestigioso che conferma la fiducia dei grandi musei nazionali verso Pontremoli e la qualità dei progetti culturali promossi in questi anni. A tagliare il nastro è stato Eike Schmidt, Direttore Generale del Museo e Real Bosco di Capodimonte, già promotore del progetto degli Uffizi Diffusi, affiancato da Maria Russo, direttrice dell’Archivio di Stato di Massa e dall’assessore alla Cultura Annalisa Clerici. La cerimonia è stata preceduta da una conferenza stampa nella chiesa di San Francesco, alla presenza del sindaco Pietro Camillo Cocchi, Eike Schmidt, don Pietro Pratolongo, Paolo Lapi e delle autorità cittadine tra cui il consigliere regionale Jacopo Ferri. Proprio Lapi ha ripercorso le tappe della collaborazione con Schmidt, ricordando il successo delle precedenti esposizioni che hanno portato a Pontremoli opere di grande rilievo. Schmidt ha condiviso invece l’emozione che prova ogni volta che osserva, nella chiesa di San Francesco, il bassorilievo della Madonna di Agostino di Duccio: "Un capolavoro pontremolese che non è secondario ad altre opere importanti dello stesso autore presenti nel Tempio Malatestiano di Rimini". Don Pratolongo ha invece offerto una lettura magistrale delle opere custodite nella chiesa, restituendo al pubblico la profondità spirituale e artistica del luogo. La mostra, visitabile fino al 29 novembre, si inserisce nel solco di un percorso che ha visto Pontremoli crescere come città d’arte. Un cammino iniziato nel 2021, quando – "galeotto fu Hayez" – Schmidt visitò la città per valutarla come sede del progetto Uffizi Diffusi. Natalino Benacci