"Rabbia e dispiacere". A esprimere i sentimenti sono gli alpinisti del Cai e i Ragni di Lecco, i custodi del bivacco in cima alla Grignetta, che nei giorni scorsi è stato vandalizzato con scritte, tag, firme, disegni, quasi fosse un muro di periferia. "Quel bivacco è la stella che da 58 anni brilla sulla "nostra" Sentinella, la "nostra" Grignetta - sono le loro parole -. Degrado e ignoranza si combattono e non si subiscono, la nostra stella argentata tornerà a brillare, così come ogni altra volta che qualcuno la sfregerà". Non è del resto la prima volta che il bivacco Bruno Ferrario, a 2.184 metri di quota in vetta alla Grigna Meridionale, viene sfregiato e deturpato. E proprio come successo in passato, la stessa argentata è già tornata a brillare, perché alcuni giovani e meno giovani appassionati di montagna ieri mattina hanno ripulito il bivacco, cancellando tutte le scritte e rimuovendo gli adesivi con cui era stato tappezzato. La storia del bivacco sulla Grignetta è custodita negli album di foto di Riccardo Cassin, gigante dell’alpinismo italiano e anima dei Ragni della Grignetta, oltre che partigiano, scomparso nel 2009 a 100 anni d’età. Mostrano gli alpinisti del Cai e i Maglioni rossi portare in vetta a spalla pezzo a pezzo il bivacco per poi assemblarlo. Sono scatti del 1968. L’anno prima un precedente tentativo di installare il bivacco tramite un elicottero infatti fallì a causa delle forti raffiche di vento, che fecero rovinosamente cadere la costruzione nel canale sottostante. Il bivacco dedicato a Bruno Ferrario, scomparso in una sciagura sul ghiacciaio del Ventina con Arnaldo Tizzoni, in realtà è anche una piccola cappelletta, che però allo stesso tempo può servire pure come riparo di fortuna. Daniele De Salvo