“Free the oppressed world”, “Vota Potere al Popolo”, “Free Palestine”, “No milanesi”: sono alcune delle frasi scritte con pennarello indelebile sulle pareti del bivacco Bruno Ferrario a 2.184 metri sul livello del mare, in cima alla Grigna Meridionale. Vandalismi che lasciano tanta amarezza in chi vive le montagne lecchesi con quel senso del sacro che sa trasmettere un rapporto così stretto tra uomo e natura come quello che vivono gli alpinisti.

Ma anche chi preferisce stare intorno al livello del mare capisce bene che di politico non c’è un bel nulla, in quei messaggi. Anzi, sono proprio l’antipolitica. Perché se “politica” è ciò che appartiene alla dimensione della vita comune, imbrattare un luogo simbolo delle montagne lecchesi, amato da escursionisti e alpinisti, assemblato in vetta con sacrificio dopo essere stato trasportato in spalla pezzo per pezzo, vuol dire proprio farsi beffe del bene comune.