Oliena. 19 luglio 2026 alle 00:33
È andata davanti ai magistrati di sorveglianza, Roberta Barabino, e ha detto di essere una madre che deve occuparsi dei figli e una donna pronta a cercare la via della socializzazione e del reinserimento. Ma le parole della ex amministratrice di sostegno di Oliena non sono servite. Il Tribunale di Sorveglianza di Sassari ha infatti rigettato l’istanza di affidamento ai Servizi sociali e degli arresti domiciliari. Ieri pomeriggio Roberta Barabino è entrata nella sezione femminile del carcere di Bancali per scontare una pena di poco inferiore ai quattro anni di reclusione. Si parla della sentenza a carico della donna, ritenuta responsabile della sottrazione di denaro ai suoi amministrati. I penalisti Antonio Secci e Gianluca Sannio avevano presentato una istanza che partiva dalla condizione della ex amministratrice, in particolare la volontà del ravvedimento e le ragioni familiari (Roberta Barabino ha tre figli da accudire). Argomentazioni che non sono servite. Antonio Secci e Gianluca Sannio ora possono impugnare in Cassazione il provvedimento della Sorveglianza. Dice Secci: «Siamo stupiti, le condizioni per l’affidamento ai Servizi sociali ci sono tutte». Avrebbero inciso i 1100 episodi di peculato per i quali la donna è stata condannata e un altro migliaio per i quali pendono procedimenti penali a suo carico, un record assoluto.









