C’è una giustizia che indaga, scava, misura gli alibi al minuto. E ce n’è un’altra che, nel silenzio delle stanze dei tribunali, prova a ricucire ciò che la violenza ha strappato. Ad Anguillara Sabazia, mentre i carabinieri tornano nella villetta dell’orrore e l’arma del delitto resta un’ombra lungo la Braccianese, il futuro dell’unico vero innocente di questa storia ha trovato un primo approdo: il figlio di Federica Torzullo vivrà con i nonni materni. Nessuna comunità, nessun trasloco forzato, nessun ulteriore trauma. Resterà nel suo paese, tra la scuola, gli amici, le strade che conosce a memoria. Quando tutto crolla, ciò che resta uguale diventa un’ancora.
Il Tribunale per i Minorennidi Roma ha così confermato l’affidamento ai genitori di Federica, gli unici nonni rimasti in vita dopo il suicidio di Pasquale Carlomagno e della moglie Maria Messenio, avvenuto pochi giorni dopo l’arresto del figlio Claudio per l’omicidio della moglie. Una decisione che mette al centro non la burocrazia, mala fragilità di un bambino diventato “orfano speciale”, come li definisce la legge: minori che perdono un genitore per mano dell’altro.
Ed è proprio per questo che accanto ai nonni, chiamati alla cura quotidiana e affettiva, i giudici hanno nominato un tutore legale: il sindaco di Anguillara Sabazia, Angelo Pizzigallo. Non una scelta simbolica, ma l’applicazione di un protocollo preciso. Con la madre uccisa e il padre detenuto, con la responsabilità genitoriale sospesa, la rappresentanza giuridica del minore passa all’autorità pubblica.











