«Si riscontra la mancanza di analisi nel particellato dei contaminanti più significativi per l’area d’intervento, come anche la determinazione dei solidi sospesi, entrambi fondamentali a valutare il rischio di rilascio di inquinanti accumulati nei sedimenti e a prevedere il loro comportamento nell’acqua circostante». Ancora: «Tale analisi dovranno essere eseguite nelle diverse fasi del monitoraggio con cadenza almeno settimanale (in fase ante operam), mensile (in opera) e al termine delle attività (post operam)». Si tratta di uno stralcio del parere che fu rilasciato nell’autunno 2025 dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, durante la conferenza dei servizi che diede il via libera ai lavori per l’America’s Cup che sarà ospitata a Napoli nel 2027.

L’Ispra esprimeva riserve circa le modalità di monitoraggio dei dragaggi nei fondali di Bagnoli. Quelli indispensabili affinché le barche trovino la giusta profondità e che, secondo il sindaco di Napoli Manfredi, la struttura commissariale che egli rappresenta e Invitalia anticipano: la bonifica è necessaria a restituire la balneabilità al mare, occorre quindi rimuovere gli idrocarburi policiclici aromatici, i metalli pesanti e le altre sostanze intrappolate nei sedimenti, eredità di decenni di attività dell’acciaieria Italsider. Secondo attivisti e comitati che contestano la direzione imposta ai lavori dalla urgenza dell’America’s Cup, a cominciare dalla scelta di mantenere la colmata, le modalità di quei dragaggi rischiano di peggiorare l’inquinamento, perché sarebbero effettuati senza un monitoraggio adeguato e in mancanza di benne sigillate, tali da garantire che i contaminanti rimossi dal fondale non siano rilasciati in mare.