Via libera unanime del consiglio di amministrazione di TIM all’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (Opas) promossa da Poste Italiane. Non è un mero accordo finanziario, ma un passaggio destinato a ridefinire in profondità gli equilibri del settore delle telecomunicazioni in Italia.

L’offerta riconosce per ogni azione TIM un corrispettivo di 1,67 euro in contanti più 0,218 azioni ordinarie Poste, valore ricalcolato dopo il raggruppamento azionario di metà giugno 2026.

Per il cda guidato da Alberta Figari, affiancato da advisor di primo piano come Kearney, Evercore e Goldman Sachs, il prezzo è non solo “congruo” sotto il profilo economico, ma anche coerente e difendibile sul piano industriale.

Il baricentro dell’operazione è la visione di lungo periodo. Poste Italiane, che già nel 2025 aveva costruito una partecipazione superiore al 27% nel capitale di TIM, non punta unicamente al controllo di un operatore telefonico.

L’obiettivo, come ha dichiarato Matteo Del Fante, è la creazione di una “società piattaforma”, capace di coniugare la connettività di TIM con la rete capillare di quasi 13.000 uffici postali e con i servizi digitali rivolti a oltre 19 milioni di clienti.