Per una domenica, la Grande Mela parlerà spagnolo di fronte al presidente Trump. Più che New York sarà 'Nueva Yol', come nella hit da oltre un miliardo di ascolti di Bad Bunny che in queste sere risuona a San Siro, come nel post di Lamine Yamal che dopo la semifinale ha potuto nominare, finalmente, la meta del suo Mondiale. 'Si te quieres divertir', se vuoi divertirti, canta il portoricano riprendendo una vecchia salsa del suo paese, serve vivere un'estate 'en Nueva Yol'.
In questo caso, però, basta un pomeriggio, il tempo di novanta minuti o forse poco più, per un 'baile inolvidable': una danza che non si può certo scordare, che sia l'ultimo tango del Diez o la prima sardana - tutti insieme per mano, in cerchio - del giovane 19 e di una Spagna molto catalana che finora, con la forza del gruppo, ha saputo tenere nella manica il suo asso.
A conclusione della Coppa del mondo più controversa di sempre tra visti negati, prezzi folli e ingerenze, sul prato del MetLife Stadium andrà in scena una finale inedita, la seconda tutta ispanofona della storia dopo la prima in assoluto, tra Uruguay e Argentina, del 1930. L'Albiceleste è ancora lì, al suo terzo atto conclusivo nelle ultime quattro edizioni, in una sfida che mette di fronte le due squadre più vincenti degli ultimi anni: bicampioni d'America e campioni mondiali uscenti i 'pibes' del ct Lionel Scaloni, campioni d'Europa nel 2024 i ragazzi della Roja.











