Una giornata nazionale dedicata all'Andrea Doria e all'operazione di salvataggio compiuta dal suo equipaggio, che ha portato in salvo il 70% degli oltre 1100 passeggeri. La più grande della storia della navigazione. Il più grande salvataggio La proposta si è levata dal Museo nazionale dell'Emigrazione italiana di Genova, durante l'incontro intitolato "Speranze", incentrato sul ricordo dei 70 anni del naufragio del liner italiano, ma anche delle persone che viaggiavano a bordo, tra le quali tanti migranti che avevano lasciato l'Italia e si erano imbarcati per l'America. Una emigrazione diversa da quella delle prime due ondate, a cavallo dell'800 e ‘900, ma pur sempre flussio migratorio. Tanto è vero che a bordo c'era un commissario governativo, che era la figura deputata (dal 1901) a tutelare e vigilare sui passeggeri di terza classe, nel caso dell'Andrea Doria classe turistica. L'incontro, introdotto dal presidente del Mei Paolo Masini, organizzato nella stessa data - il 17 luglio - in cui la nave salpò da Genova per il suo 101° ed ultimo viaggio -, ha visto formulare la proposta del direttore dell'istituzione, Pierangelo Campodonico, per altro figlio di una delle vedette che quella notte del 25 luglio 1956 era in plancia del liner italiano e che visse da lassù il dramma dello speronamento da parte della Stockholm, avvenuto nei pressi dell’isola di Nantucket, davanti alle coste nordamericane. "Così come è stata istituita una giornata nazionale per l'Arandora Star, facciamolo anche per il grande salvataggio dei passeggeri dell'Andrea Doria", ha detto Campodonico. L’Arandora Stara era il transatlantico britannico trasformato in nave da internamento durante la Seconda Guerra Mondiale che nel 1940 trasportava oltre 1.500 prigionieri civili e che e fu silurato e affondato largo delle coste irlandesi dal sommergibile tedesco U-47, con 865 vittime, delle quali 446 italiane. Non solo. Campodonico ha anche rivelato di aver preso contatto con il proprietario di una delle ultime scialuppe ancora rimaste dell'Andrea Doria e della possibilità di acquistarla "per una cifra interessante" così da portarla a Genova. "Potrebbe essere installata nei nostri muse, a ricordo di quella nave, del suo equipaggio e purtroppo anche delle vittime". Con un messaggio chiaro. In mare si salva chi è in difficoltà. Lo hanno fatto gli uomini e donne in servizio sull'Andrea Doria, lo hanno fatto gli equipaggi delle altre navi accorso in suo aiuto - Stockholm inclusa. Un messaggio più che mai attuale. Una candela per le vittime L’incontro ha poi visto una parte di riflessioni sulle migrazioni dello stesso Masini con don Pietro Pigollo – coordinatore Diocesano delle Coimunità etniche -, il consigliere comunale di Genova SiMohammed Kaabour e il cardinale Matteo Zuppi, il presidente della Cei, con un videomessaggio. Al termine, una cerimonia toccante: nella sala del Momoriale sono stati letti da Campodonico i nomi delle 52 vittime di quella notte del 25 luglio (e ore successive), 42 sull’Andrea Doria e 6 sulla Stockhom, perite nell’urto. Sono stati accompagnati dal rintocco di una campana di bordo e dall’accensione di una candela per ciascuno da parte dei presenti.