MILANO - Andare controcorrente, una missione che Dacia sta portando avanti da diversi anni con grande successo. Dapprima con auto dal costo estremamente competitivo e poi con vetture dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Recentemente la Casa del Gruppo Renault ha deciso di seguire il mercato entrando nell’affollato segmento C con il Suv Bigster. Obiettivo ancora una volta centrato che ha spinto il marchio a osare ancora di più. Ecco quindi la Striker. Una vettura che sotto le sembianze di un crossover cela ben tre anime. Non è una station wagon rialzata né tantomeno un Suv più basso, ma è un’auto progettata per unire il meglio di entrambe le categorie aggiungendo anche l'efficienza e la dinamica di guida tipiche di una berlina. Tre modi di interpretare l’auto racchiusi in un unico modello che punta sulla praticità di utilizzo e sulla razionalità.

Con i suoi 4,62 metri di lunghezza si tratta della Dacia più lunga finora mai realizzata, ma il design rimane equilibrato. La Striker inaugura infatti il nuovo corso stilistico del marchio, costruito attorno la linea di spalla che collega i gruppi ottici anteriori e posteriori. Sopra la cintura troviamo superfici più fluide e aerodinamiche, come dimostrato dal parabrezza inclinato e il lunotto spiovente, mentre nella parte inferiore spiccano passaruota e protezioni in Starkle, il materiale antigraffio sviluppato da Dacia con componenti riciclati. Nuova anche la firma luminosa a forma di T all’anteriore e al posteriore. Sul frontale i fari LED sono uniti visivamente dalla calandra in nero lucido, soluzione ripresa anche al retrotreno con una fascia nera che integra il logo Dacia. Un dettaglio che contribuisce ad ampliare visivamente la presenza su strada della Striker. Completano il look le barre sul tetto e i cerchi che vanno da 17” fino a 19”.