Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiSin dalla sua introduzione il regime dei c.d. neo-residenti, disciplinato dall'art. 24-bis del Tuir, è stato considerato soprattutto come uno strumento destinato ad attrarre persone con grandi patrimoni mediante l'applicazione di un'imposta sostitutiva, originariamente fissata in 100.000 euro per ciascun anno d'imposta, elevata a 200.000 euro per i trasferimenti di residenza successivi al 10 agosto 2024 e, da ultimo, a 300.000 euro a partire dal 1° gennaio 2026, sui redditi prodotti all'estero.

L'evoluzione del regime e i nuovi profili dei beneficiari

I dati più recenti, tuttavia, suggeriscono un quadro più articolato. Accanto agli investitori emergono infatti manager e amministratori di gruppi multinazionali.

La Relazione sul Rendiconto generale dello Stato 2025 della Corte dei conti, richiamando i dati forniti dal Dipartimento delle Finanze del Mef e dall'Agenzia delle entrate, evidenzia che tra il 2020 e il 2024 circa il 46% dei beneficiari del regime, quota salita al 48,4% nel 2024, ha prodotto anche redditi imponibili in Italia, tassati secondo le regole ordinarie. Tali redditi sono costituiti in misura prevalente da redditi di lavoro dipendente, con percentuali comprese tra il 67% e l'86% del reddito complessivo dichiarato in Italia nei diversi anni d'imposta considerati.