Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiDopo la Liberazione, passata la tempesta, la Costituzione della Repubblica appare come il ritratto, più che mai somigliante, d’una nuova Italia in cui sono presenti in forze quasi soltanto il partito cattolico, quello comunista, e i partiti azionista e socialista. Dell’Italia liberale, prefascista, l’Italia «pantofolaia e imbelle» che sta all’Italia in orbace «forte fiera, compatta» come il dottor Jekill a mister Hyde, nell’Assemblea costituente c’è una presenza meno che simbolica.

L'origine della Carta e il compromesso post-bellico

«Carta» in cui convergono marxismo, dottrina sociale della Chiesa e radicalismo nelle sue varie espressioni, in primis l’azionismo, ma persino un po’ il qualunquismo, la Costituzione ha per collante «che consente il grande compromesso» – scrive Antonio Polito nel suo La Costituzione non è di sinistra – «un idem sentire avverso al capitalismo e al regime borghese».

Non sembra un buon inizio, e infatti non lo è, salvo che per i partiti del CLN che si collocano al centro della scena repubblicana, l’uno diffidando dell’altro, e per i futuri corifei della «Costituzione più bella del mondo».