Come è successo che la Carta fondante la nostra Repubblica, frutto di compromessi tra culture diverse, puntigliosa nell’indicare diritti, ma anche doveri, è diventata “proprietà” della sinistra, Bibbia laica- e perciò intoccabile, su cui fonda la propria identità? È la domanda che si fa Antonio Polito, come sempre spietatamente onesto, nel saggio La Costituzione non è di sinistra. Contro l’uso politico della Carta, per la collana “Libera” della Silvio Berlusconi Editore, in cui ripercorre la storia della Costituzione italiana, mettendo in discussione una serie di dogmi: dal fatto che la Costituzione sia testo fondante di una parte politica al fatto che modificarla sia tradirla. Perché questo è successo, dice Polito. La Costituzione, oggi, è «il campo del dibattito pubblico nel quale (la sinistra, ndr) esercita con maggiore successo la sua egemonia». Tutto inizia, riflette Polito, quando la sinistra si trova senza le ideologie che l’avevano ispirata. È allora che la Costituzione diventa un «manifesto politico». Ma questo accade «forzandone la storia e ignorandone le origini». Da allora, sempre di più, «attentato alla Costituzione» diventa «il mantra con cui ci si oppone a qualsiasi novità legislativa sgradita».
Antonio Polito inchioda il Pd: il gioco sporco della sinistra con la Costituzione | Libero Quotidiano.it
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