Lo scorso marzo, Spagna e Argentina avrebbero dovuto affrontarsi nella Finalissima. Pochi, allora, immaginavano che la sfida tra vincitori dell’Europeo e detentori della Coppa America, annullata in Qatar a causa dell’attacco degli Usa all’Iran, era solo rimandata, mettendo però in palio il titolo Mondiale, e proprio nella città di Donald Trump. La squadra di Luis De La Fuente scenderà in campo sotto gli occhi dell’intera famiglia reale e del premier, Pedro Sanchez, una spinta in più per cercare di ripetere il percorso del primo titolo iridato, conquistato giusto due anni dopo l’Europeo del 2008, ma se le stelle di quella Roja appaiono inarrivabili, anche ora la qualità dei singoli, vedi Yamal e Rodri, e il gioco espresso giustificano la fiducia dei tifosi iberici.La finale con la Seleccion si presenta come una delle più equilibrate degli ultimi tempi e tutto si deciderà sui minimi dettagli, che un maestro come De La Fuente, riconosciuto tale anche dal ct rivale e amico, Lionel Scaloni, sta studiando per in queste ultime ore di avvicinamento al match. Ma non si tratta solo di tattica e di scelte dei protagonisti, anche se la formazione iniziale non dovrebbe discostarsi molti da quella che ha annichilito la Francia, perché c’è da prepararsi anche mentalmente ad affrontare un’Argentina molto aggressiva.Ma anche la Roja è una squadra che non tira certo indietro la gamba, se serve, visto che in semifinale hanno fatto 12 falli per frenare i Bleus, tre in meno di quelli dell’Albiceleste contro Kane e compagni. «L’arbitrò dovrà controllare l’intensità e la frequenza dei duelli e dei falli. Più velocemente circolerà la palla tra di noi, meno tempo avranno loro per commettere falli», avverte Mikel Merino.Grinta, quindi, ma anche qualità, in attesa che Lamine Yamal si accenda anche sul fronte realizzativo, dopo aver lasciato spazio nel tabellino a Oyarzabal e allo stesso Merino. Conta su di lui Pep Guardiola, che sottolinea come nonostante i 19 anni «ha un’incredibile capacità di gestire la pressione ed è in grado di decidere una partita da solo».L’uomo decisivo sul fronte spagnolo, per il catalano, è Rodri, grazie al quale la Spagna «potrà fare la differenza». Il giocatore del Manchester City, insieme con Dani Olmo e Fabian Ruiz, forma il «miglior centrocampo del mondo» secondo De La Fuente. Il ct valuterà se confermare l’ex Napoli o dare subito spazio a Pedri, lasciato a lungo in panchina con i francesi.