La settimana scorsa il Presidente della Regione, Antonio Decaro, ha presentato il nuovo programma di incentivi che presumibilmente rimpiazzerà il sistema imperniato su PIA e MiniPIA, partito solo 3 anni fa e bloccato a febbraio per l’entità abnorme delle richieste di finanziamento. Pur presentando aspetti interessanti, le vecchie misure erano troppo generose e a fronte di uno stanziamento di 1,55 miliardi le richieste a inizio 2026 avevano superato i 2,7 miliardi. La Regione doveva bloccare le nuove domande e riformare il sistema degli incentivi in maniera meno generosa.

Il nuovo schema di intervento ha quindi una dimensione molto minore di quella precedente, solo 360 milioni di euro, e soprattutto si articola su 7 misure con due caratteristiche fondamentali. Da un lato le nuove misure sono tutte strumenti finanziari che limitano il più possibile il fondo perduto e richiedono almeno in parte la restituzione delle somme impegnate. Dall’altro attraverso la costituzione di una partnership stabile con Cassa Depositi e Prestiti e Banca Sella, si mira a moltiplicare la finanza pubblica con fondi privati (da cui anche il triste nome del programma «Puglia Moltiplica»). Il programma vara, tra l’altro, 3 fondi addizionali che si concentrano sul finanziamento di imprese innovative e per il rilancio di imprese in crisi (Venture Capital, Debt e Turnaround), una piccola misura di microprestiti e una di garanzia per attivare credito privato.