Una provincia che perde molti meno giovani rispetto al resto della Sicilia e al Mezzogiorno, crea imprese a un ritmo superiore alla media nazionale e dispone di una solida capacità finanziaria. Ma che ora deve trasformare questa vitalità in investimenti, lavoro qualificato e infrastrutture. È questa la fotografia scattata dal primo Rapporto sulla competitività del Sistema Ragusa 2026, elaborato dall’Osservatorio di Sicindustria Ragusa e presentato dal presidente Giorgio Cappello nel corso dell’Assemblea “The Collective Table – Dal Modello Ragusa all’Agenda 2034”, al Poggio del Sole Resort. “Il Modello Ragusa è un sistema fatto di imprese diffuse, filiere che dialogano, capitale umano, innovazione e forte legame con il territorio – ha detto Cappello -. Ragusa non è un modello perché non ha problemi, ma perché continua a produrre valore nonostante criticità infrastrutturali ancora aperte. Ora dobbiamo trasformare questa capacità di resistere in capacità di programmare”.

Il Rapporto costituisce la base su cui si fonda l’Agenda Ragusa 2034, il programma strategico con cui Sicindustria Ragusa intende accompagnare lo sviluppo del territorio attraverso obiettivi misurabili e un monitoraggio annuale dei risultati. Tra i dati più significativi emerge quello demografico: dal 2019 la popolazione tra i 18 e i 35 anni è diminuita appena dell'1,1% nella provincia di Ragusa, contro il -7,3% della Sicilia e il -7,6% del Mezzogiorno. “Non è un traguardo, ma una responsabilità enorme – ha affermato Cappello -. Trattenere più giovani degli altri territori significa offrire loro lavoro qualificato, autonomia e prospettive di crescita. Solo così sceglieranno di restare perché qui trovano opportunità”.