Lo scrivemmo alla vigilia del torneo e ora che siamo all’atto finale, con la sfida Spagna–Argentina che assegnerà il titolo del Mondiale di calcio 2026, confermiamo: il peggiore di sempre. La telefonata di Trump per rimuovere la squalifica di Balogum prima di Usa–Belgio è stato il momento più alto del libro nero: la picconata del presidente Usa al sistema sportivo e il vassallaggio totale del grande capo Fifa Gianni Infantino hanno scritto una delle pagine più vergognose dello sport, non solo del football.
Il ruolo di subalternità diabolico di Infantino è una metafora del calcio di oggi. Basta vedere i prezzi folli dei biglietti, la gente che, secondo il racconto dell’ottimo collega Gianfranco Teotino, si sposterà in elicottero per raggiungere lo stadio dove si disputerà, ai margini di New York, la finale. Gli hangar del vicino aeroporto, dedicato ai voli privati, sono sold out. Il caroprezzi dei treni, con ticket aumentati persino otto volte, ha complicato ulteriormente la mobilità di chi non può permettersi di spendere migliaia di euro per raggiungere l’impianto. Fino al colpo di genio finale di Infantino, insaziabile, nonostante gli introiti record della manifestazione: la conferenza stampa a pagamento delle rappresentanze di Spagna e Argentina.







