«Mario Roggero non è un eroe ma un uomo che ha sbagliato». Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, interviene così a margine del convegno su Difesa e Sicurezza organizzato dai giovani di Forza Italia al polo universitario Astiss ad Asti. Parlando anche come vicesegretario nazionale di Forza Italia, Cirio affronta il caso del gioielliere di Grinzane Cavour: «Roggero è colpevole e su questo non c’è dubbio, la magistratura ha stabilito la sua colpevolezza in tre gradi di giudizio ed è anche indubbio che non si possa sparare alla gente per strada, ma la Costituzione prevede la grazia».
Su questo il presidente ha presentato un ordine del giorno al Consiglio regionale: «La chiediamo anche noi, ma con un percorso diverso da altre forze politiche. La grazia è un perdono e il perdono si concede a chi ha commesso un errore e ne è colpevole non a chi è innocente». Il governatore conosce bene il commerciante: «Ho comprato da lui la catenina della mia cresima; è una persona esemplare che ha sempre lavorato e si è trovata in una situazione limite. È difficile dire come ciascuno di noi avrebbe reagito con una pistola puntata contro la propria figlia». Insomma, il governatore pare correggere almeno in parte il tiro, dopo essersi allineato a tutto il centrodestra nella richiesta di grazia al gioielliere. Quella rimane, ma tra mille puntualizzazioni. Anche perché intanto è arrivato il gelo del Quirinale su Roggero e soprattutto quel precedente in cui, sempre armato di pistola, nel 2005 si recò davanti all’abitazione del compagno di sua figlia, colpendolo con dei pugni e minacciandolo con la sua arma, dopo che lui l’aveva schiaffeggiata durante una lite. Due anni più tardi patteggiò, ma ora quell’episodio pesa sull’immagine dell’uomo integerrimo colpito da un isolato momento d’ira di fronte all’ennesima rapina subita.













