Il governatore Alberto Cirio chiederà la grazia per Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, che il 28 aprile del 2021 uccise due rapinatori e ferì un terzo uomo dopo l'assalto al suo negozio. In qualità di consigliere di Forza Italia: «Ho depositato un ordine del giorno da discutere in Aula». In una nota il governatore del Piemonte ha tenuto a precisare: Mario Roggero è un cittadino piemontese, il Piemonte non lo lascia da solo ed è al fianco suo e della sua famiglia se vorranno avviare il percorso di richiesta della grazia La condanna definitiva della Cassazione per il gioielliere di Grinzane Cavour L'uomo è appena stato condannato, in via definitiva, a 14 anni e 9 mesi. Lo ha deciso la sezione penale di Cassazione, che ha rigettato il ricorso presentato dall'avvocato difensore. Cinque anni fa, lo racconta un video, i rapinatori entrarono nella gioielleria di Roggero, minacciarono lui, la moglie e la figlia con un coltello e una pistola giocattolo, svuotarono la cassaforte e scapparono.
Crosetto: Roggero deve andare a casa Sul caso è intervenuto anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto: «Penso vada esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa». Da anni, argomenta il titolare di Via XX Settembre, c'è «una giurisprudenza che interpreta le leggi al punto di stravolgerle» ed è stato «consentito di mandare in libertà dopo pochi anni anche assassini di servitori dello Stato, per questo ciò che è accaduto a Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare». Come avvenne la sparatoria dopo la rapina in gioielleria Fu a quel punto che l'uomo rincorse i banditi nel parcheggio, sparando una serie di colpi contro la loro auto. L'autista della banda, Alessandro Modica, fu ferito a una gamba e riuscì a salvarsi. Giuseppe Mazzarino provò a nascondersi dietro l'auto, dove morì. Andrea Spinelli cadde nel tentativo di fuga, Roggero lo prese a calci sulla testa e nella schiena. Il ladro si rialzò, poi morì. Fu poi lo stesso gioielliere a chiamare il 112. I giudici hanno sempre rigettato la legittima difesa: «L'azione aggressiva da parte dei rapinatori era totalmente conclusa». Perché Alberto Cirio sostiene la richiesta di grazia Ora, mentre l'uomo ha già annunciato che si costituirà autonomamente, la Lega ha iniziato a chiedere la grazia. Lo ha fatto il vicepremier Matteo Salvini, poi il governatore lombardo Attilio Fontana. A loro si unisce anche il vicepresidente di Forza Italia Alberto Cirio: Roggero ha sbagliato, sì. E i giudici hanno fatto bene a condannarlo. Ma merita il perdono Secondo il governatore si tratta di «un cittadino onesto, che in 40 anni ha sempre pagato le tasse, non ha nessuna macchia, ma alla nona rapina con violenza che subiva ha ceduto all'esasperazione». Questo non lo giustifica - ha continuato Cirio - ma la Costituzione valuta la grazia e io penso che in questo caso specifico meriti il perdono. La grazia rappresenta il punto di equilibrio tra il rigore della legge e la comprensione umana delle istituzioni». L’appoggio della Lega Anche il gruppo consigliera della Lega Piemonte, per bocca di Fabrizio Ricca, sostiene la richiesta di Cirio: «È doveroso che un padre, un nonno, un lavoratore, a 72 anni possa tornare dalla sua famiglia e alla sua attività da uomo libero». Le critiche di Avs: “Scandaloso e ipocrita” Molto negativo il giudizio del gruppo di Alleanza Verdi Sinistra. La consigliera Alice Ravinale definisce «scandalosa» l’idea di Cirio di chiedere «al posto del diretto interessato e dunque con un’iniziativa del tutto simbolica» la grazia al Capo di Stato. Elencando le misure di sicurezza introdotte dal governo «che ha introdotto 55 nuovi reati, inasprito le pene per altri 60 e aggiungendo teoricamente 400 anni di carcere rispetto al passato», Ravinale ha ricordato che il governatore non ha mostrato alcuna «comprensione umana» per i sei minorenni privati della libertà da sei mesi per aver partecipato a un corteo per Gaza. «Non ci vengano mai più a parlare di rispetto della magistratura, di legalità e di condanna della violenza – conclude Ravinale in una nota inviata ai giornali – Oggi cade definitivamente la loro maschera ipocrita».











