di
Matteo Castagnoli
Il negoziante, 72 anni, è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi e ha passato la prima notte in carcere. La richiesta di grazia da parte del centrodestra
Un abbraccio all’inizio e alla fine della visita. «Un abbraccio lungo», ha detto il ministro dei Trasporti e segretario della Lega, Matteo Salvini, al termine della visita durata un’ora e mezza nella mattina di sabato 18 luglio a Mario Roggero - il gioielliere di Grinzane Cavour condannato mercoledì in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo. Salvini esce dal carcere di Bollate a mezzogiorno: «Innanzitutto sta bene, e ci tiene a farlo sapere ai familiari e agli italiani che gli sono vicino. Ovviamente per un uomo di 72 anni, un marito, un padre e un nonno di otto nipoti non è facile passare la prima notte in carcere. Abbiamo parlato più di un’ora di tutto, di quello che è successo e speriamo succeda nei prossimi mesi, di libri, di cucina, di una struttura all’avanguardia come quella di Bollate dove chiunque può rimettersi in gioco».
Nelle ultime ore si è discusso molto della possibilità di grazia a Roggero. Giovedì il faccia a faccia tra il ministro Carlo Nordio e il capo dello Stato Sergio Mattarella. Venerdì la domanda presentata dalla moglie del 72enne: «Non facciamo pressione su nessuno. Non ci sono attacchi nei confronti di nessuno - ha chiarito il segretario del Carroccio -. C’è la convinzione che ci sia in carcere un uomo che ha lavorato una vita e che non può essere giudicato per quelle frazioni di secondo, durante le quali può essere che abbia ecceduto ma né io né lui auguriamo al peggior nemico con pistole puntate e meglio e figli aggrediti per l’ennesima volta. La moglie ha chiesto la grazia e ha fatto bene. Sono convinto che possa essere presa in considerazione liberamente nei tempi e nei modi che vorrà dal presidente della Repubblica che è l’unico che può decidere questi modi, tempi e contenuti. Poi ci sono tanti modalità di scontare una pena. A 72 anni, dopo una vita di lavoro e amore, non penso che passerà anni chiuso in un carcere. Per questo ci impegneremo. Quindi sosteniamo non come partito, ma come italiani, la richiesta di tornare il prima possibile vicino alla sua famiglia scontando la pena». Anche se sta bene, «ritiene di essere vittima di un’ingiustizia e di ripetute aggressioni - ha raccontato il vicepremier -. Mettetevi nei suoi panni. C’è chi è al mare mentre lui è in carcere. È con una persona che ha fatto il cuoco», spiega il ministro che poi cerca di sdrammatizzare con un sorriso: «È capitato bene, lo dico alla moglie e alle figlie. Abbiamo parlato dello studio dell’inglese poi e della biblioteca che c’è qui nel carcere».










