Roma, 18 luglio 2026 – Le aziende a rischio di incidente rilevante in Italia sono un migliaio. Dopo il disastro di Seveso è un dato che ci deve preoccupare?

“Non è una lista nera, non è un segnale negativo, non significa: chi più ne ha è l’ultimo della classe. Piuttosto dimostra che un Paese ha una produzione industriale importante”.

Matteo Guidotti del Cnr, appena eletto presidente del Consiglio scientifico consultivo dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW), con sede all’Aja – primo italiano a ricoprire quella carica -, è abituato a muoversi tra sostanze micidiali. Matteo Guidotti del Cnr è presidente del Consiglio scientifico consultivo dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW), con sede all’Aja

Qual è il bilancio, 50 anni dopo Seveso?

“La premessa è che il rischio zero nell’industria non esiste mai. Negli anni Settanta alcuni processi erano gestiti a livello umano, non esistevano i sistemi automatizzati che avrebbero impedito un disastro del genere. Ed è cambiata anche la sensibilità ambientale”.