Outsider, fino a un certo punto. Ma con un peso politico tutt'altro che marginale in Sicilia. I due "eretici" più rumorosi dell'Isola, Cateno De Luca e Ismaele La Vardera, fino a ieri sotto lo stesso tetto politico, a confronto sulle stesse venti domande, tra stoccate e conti aperti.Chi è andato meglio alle ultime comunali? Che peso ha oggi il suo movimento?

Per De Luca il verdetto delle urne è senza appello: "Un trionfo". Il leader di Sud Chiama Nord rivendica il 21% raccolto nei comuni al proporzionale, un risultato che consoliderebbe il movimento come primo partito dell'Isola con un potenziale elettorale fino al 35%. A La Vardera non basta il ruolo di comprimario. Riconosce il peso del risultato messinese di De Luca, ma rivendica il "record" del suo colpo più simbolico: il "miracolo politico" di Agrigento. E sui sondaggi? Resta umile: "Ci danno oltre il 20%, ma a noi interessa la voglia di cambiamento".Il successo più bello e la sconfitta più grande...

Per De Luca non ci sono dubbi: la vittoria a Messina nel 2018 e “una città marginale trasformata in sistema urbano competitivo". Per La Vardera, la risposta è lontana dalle urne: il matrimonio a 33 anni: "La politica passa, la famiglia resta". Le “batoste”, invece, arrivano dal passato: per De Luca è la candidatura alla Presidenza della Regione del 2012, quando raccolse appena l'1,8%. La Vardera torna a quando aveva appena 18 anni e tentò, senza riuscire, l'ingresso nel consiglio comunale del suo paese.Il principale problema della Sicilia e il suo punto di forza?