Immaginate la tiroide come una “centrale elettrica”. Pur essendo molto piccola, questa ghiandola a forma di farfalla, posta alla base del collo, è la regista principale del nostro metabolismo, cioè di tutti quei processi chimici che avvengono nel nostro corpo per trasformare il cibo in energia vitale. Un ruolo essenziale che svolge tramite la produzione di due ormoni, la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4). Questa energia, a sua volta, è il “carburante” per attivare altre funzioni indispensabili dell’organismo: dallo sviluppo del sistema nervoso fin da quando siamo nel grembo materno alla crescita fisica durante l’infanzia e l’adolescenza, dalla regolazione del battito cardiaco e della temperatura corporea, alla costru- zione e al rafforzamento della massa muscolare.
Abbiamo chiesto alla professoressa Annamaria Colao, che insegna Endocrinologia all’Università Federico II di Napoli ed è vicepresidente del Consiglio superiore di sanità, come mantenere in salute la tiroide e come accorgerci di un suo malfunzionamento, sfatando alcuni luoghi comuni.
Le disfunzioni della tiroide
«L’invecchiamento della popolazione, assieme al miglioramento delle tecniche diagnostiche e all’esposizione cronica a livelli sempre più alti di inquinamento ambientale, incluse le microplastiche in cosmetici e tessuti, hanno portato negli ultimi decenni a una maggiore diffusione delle disfunzioni tiroidee». Presenti in circa una persona su dieci, ma una quota non sa di esserne affetta.








