25 maggio. Si celebra la Giornata Mondiale della Tiroide 2026, momento di partenza delle iniziative che su tutto il territorio nazionale sono in programma nell’ambito della settimana (si arriva fino al 31 maggio) dedicata al benessere della ghiandola, vero e proprio metronomo dell’organismo. In Italia, circa 6 milioni di persone soffrono di disturbi tiroidei (oltre il 10% della popolazione), con una netta prevalenza nelle donne e dopo i 60 anni. Lo ricorda l’Istituto superiore di Sanità (Iss) segnalando come occorra fare attenzione anche a forme sfumate, come accade per l’ipotiroidismo subclinico che interesserebbe quasi una donna su cinque tra le over-60 ed appare comunque diffuso nella popolazione generale. Il tema della Giornata 2026 è “Tiroide e Nutrizione”. L’obiettivo è approfondire il legame tra alimentazione, benessere generale e corretto funzionamento della tiroide, come ricordano gli esperti dell’Associazione Italiana della Tiroide (Ait-Ets).

Ipotiroidismo, cosa portare a tavola per vincere la stanchezza di primavera

Il vademecum per l’alimentazione

Come segnala Ait-Ets, fondamentali per la tiroide sono sostanzialmente tre elementi che debbono essere assunti in modo adeguato: oltre allo iodio (solo quello assunto con l’alimentazione entra in circolo e diventa disponibile per la ghiandola) sono selenio e ferro. L’uso quotidiano del sale iodato è quindi alla base del raggiungimento della quota di iodio necessaria per il funzionamento corretto della ghiandola. Occorre attenzione, quindi e soprattutto ci vuole moderazione nel consumo di alcuni cibi. Se è vero infatti che poco iodio nella dieta favorisce la formazione del gozzo e dei noduli tiroidei, elevate quantità di iodio assunte in un solo pasto, come quello quando si consumano alghe o sushi, si possono rivelare nocive e magari anche peggiorare forme di ipertiroidismo preesistenti. Quindi ricordiamo che tra gli alimenti in grado di favorire il corretto apporto di iodio e selenio ci sono i pesci e i frutti di mare. Altri alimenti alleati della tiroide sono la frutta secca, il latte e derivati: e non bisogna certo sottovalutare il valore delle sostanze anti-ossidanti contenute in frutta e verdura fresca. Per chiudere il cerchio, quest’ultima assieme ad una giusta quantità di carne rossa rappresenta una sorgente di ferro.