Negli Stati Uniti l'ascesa di CXMT e YMTC nel segmento delle memorie DRAM e 3D NAND ha acceso un nuovo dibattito tra le alte cariche del governo. Stando a quanto riportato dal Financial Times, due parlamentari americani, il repubblicano John Moolenaar e il democratico George Whitesides, hanno chiesto al Segretario al Commercio Howard Lutnick di introdurre nuove restrizioni per impedire alle aziende statunitensi di acquistare semiconduttori prodotti da aziende cinesi inserite nella cosiddetta "blacklist" governativa dedicata alle società considerate collegate all'apparato militare della Cina.

Secondo i due legislatori, l'eventuale dipendenza dalle "memorie cinesi" rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale, per la sicurezza economica e per la resilienza della catena di approvvigionamento. Per questo motivo hanno chiesto che CXMT venga inserita anche nella Entity List del Dipartimento del Commercio e che vengano applicate ulteriori limitazioni anche nei confronti di YMTC.

La richiesta arriva mentre Apple cerca l'approvazione dell'amministrazione Trump per utilizzare memorie DRAM realizzate da CXMT, una scelta legata ovviamente alla forte carenza globale di questo componente. La crescente domanda generata dallo sviluppo delle infrastrutture dedicate all'intelligenza artificiale ha ridotto la disponibilità di DRAM sul mercato internazionale e sta spingendo numerosi produttori a trovare nuove fonti di approvvigionamento. Peraltro, Apple potremmo considerarla l'ultima arrivata, perché aziende del calibro di Corsair e Patriot già da tempo utilizzano chip di CXMT o YMTC per i loro moduli RAM o SSD.