Apple ha avviato i test sui chip di memoria DRAM prodotti da ChangXin Memory Technologies (CXMT), il produttore cinese finito da poche settimane nella lista nera del Pentagono, in vista di un possibile impiego sui dispositivi destinati al mercato interno cinese. Lo riferisce il Financial Times, che gi� a fine giugno aveva anticipato l'interesse dell'azienda per la memoria del gruppo. Nel frattempo la Mela continua a premere su Washington per ottenere il via libera all'uso dei prodotti CXMT. A giugno il Dipartimento della Difesa statunitense ha inserito CXMT nella lista 1260H, l'elenco delle societ� ritenute legate all'Esercito Popolare di Liberazione cinese. Reuters aveva riferito a met� giugno che l'amministrazione Trump aveva temporeggiato prima di aggiungere il produttore, insieme ad altri nomi come DeepSeek, per non alzare la tensione con Pechino; la versione dell'elenco oggi pubblicata sul sito del Pentagono, per�, lo include chiaramente. Sul piano formale Apple non ha divieti nel fare affari con le aziende della 1260H, ma senza il benestare della Casa Bianca rischia ripercussioni. L'azienda ha sondato il governo statunitense tra fine maggio e inizio giugno, muovendosi attraverso i propri contatti nella capitale. Perch� ad Apple servono quei chip Dietro la mossa c'� la carenza di memoria che sta attraversando il settore. Apple si rifornisce gi� di DRAM da Micron, Samsung e SK Hynix, ma la pressione sui prezzi l'ha comunque costretta a ritoccare al rialzo i listini della gamma iPad e Mac. Attingere anche alla produzione CXMT aiuterebbe a tamponare la scarsit�. Il produttore cinese � cresciuto in fretta. Fino a poco tempo fa era poco conosciuto fuori dai confini nazionali e accumulava perdite miliardarie; la crisi di approvvigionamento della memoria lo ha portato alla ribalta, e oggi � il quarto produttore mondiale di DRAM dopo Samsung, SK Hynix e Micron. Conta almeno 15 azionisti di Stato e la maggior parte dei suoi fondi privati � sostenuta da partner pubblici; � inoltre attesa a una quotazione in borsa con cui punta a raccogliere 4,3 miliardi di dollari. Se il presidente conceder� il via libera, Apple dovr� comunque fare i conti con le obiezioni del Congresso: il deputato John Moolenaar ha gi� bollato la possibile intesa come "un grave errore".