Una nuova decisione giudiziaria ridisegna la posizione di Bruno Gallace, 54 anni, originario di Guardavalle, coinvolto in tre distinti procedimenti penali celebrati tra Roma, Reggio Calabria e Catanzaro. La Corte d’Appello di Roma, accogliendo l’istanza presentata dal collegio difensivo, ha dichiarato inefficace la misura cautelare in carcere applicata nell’ambito dell’operazione Tritone.
Gallace, tuttavia, non lascia il carcere perché si trova attualmente in espiazione di una pena definitiva pronunciata in un altro procedimento, quello denominato Molo 13, celebrato a Catanzaro. Il residuo ancora da scontare sarebbe inferiore a tre anni, con fine pena prevista nel 2028.
La decisione dei giudici romani rappresenta l’ultimo passaggio di un percorso giudiziario particolarmente articolato. Nei tre processi Gallace aveva riportato, in primo grado, condanne per un totale di 58 anni di reclusione: vent’anni nel procedimento Tritone, vent’anni nel processo celebrato a Reggio Calabria e diciotto anni in Molo 13. Un quadro profondamente modificato nei successivi gradi di giudizio.
Tritone, la Cassazione annulla ancora sul capo 35
Nel procedimento Tritone, Gallace era stato condannato dal giudice dell’udienza preliminare di Roma a vent’anni di reclusione. La pena era stata inizialmente confermata dalla Corte d’Appello.












