Una porzione di oceano a sud-est della Groenlandia è l'unico luogo sulla Terra che negli ultimi 150 anni non ha subito il surriscaldamento globale. Anzi, si sta ulteriormente raffreddando. Gli scienziati stanno studiando i possibili collegamenti di questo fenomeno con le ondate di calore in Europa

Nei giorni in cui è stata confermata l’estrema riduzione del ghiacciaio del Perito Moreno in Patagonia, l’ultimo che ancora resisteva al riscaldamento globale, fa notizia che esista un’area nell’Atlantico settentrionale che negli ultimi anni è diventata mediamente più fredda di 1°C. I meteorologi – che indicano questa area poco sotto la Groenlandia, non lontano dall’Islanda, col termine tecnico di «Cold Blob» - sono divisi sulle cause di questa macchia fredda. Le ultime evidenze supportano la tesi che tutto dipenda da un indebolimento dell’Amoc (acronimo di Atlantic Meridional Overturning Circulation - capovolgimento meridionale della circolazione atlantica), il sistema di correnti che trasporta il calore dai tropici al Nord Europa.

Dovremo prendere confidenza con il termine AmocNel 1980 nessuno sapeva cosa fosse l’ozono. E ora nessuno sa cosa sia l’Amoc, il ramo atlantico della circolazione globale delle correnti marine, attore fondamentale nei cambiamenti climatici. Il flusso di acque calde superficiali va ciclicamente dai mari tropicali verso nord, arriva fin sopra la Scozia e la Norvegia, scambia il suo calore con i venti settentrionali, torna ad essere freddo, denso e pesante, cade fino a 2/3000 metri di profondità lasciando spazio ad altra acqua in arrivo e dà vita al flusso di ritorno verso l’Atlantico meridionale. Il calore rilasciato nell’atmosfera dalla corrente (in questa fase prende il nome di Corrente del Golfo come l’abbiamo studiata a scuola) rende la regione nord-atlantica più calda rispetto a quanto ci si aspetterebbe dalla sua latitudine. Questa è anche la ragione principale per cui il nostro emisfero è in media circa 1,4°C (con punte di 3,6°C) più caldo dell’emisfero meridionale.