Via libera nei cieli italiani al primo velivolo elettrico personale a decollo ed atterraggio verticali disponibile in commercio, prodotto dalla società internazionale Jetson con sede ad Arezzo
Il Jetson One, velivolo elettrico a decollo e atterraggio verticale (eVtol electric Vertical Take-Off and Landing) ha ottenuto dall'Aero Club d'Italia (AeCI) la prima identificazione ufficiale italiana come ultraleggero non sperimentale, al termine di tre anni di lavoro tra l'azienda di Arezzo e l'ente. È un primato assoluto in Europa, dove sino ad oggi questo tipo di velivoli eVtol personali erano rimasti confinati nella categoria sperimentale, mentre da oggi, per la prima volta, il Jetson One è riconosciuto con tutti i diritti operativi degli elicotteri ultraleggeri (volo da diporto o sportivo) della stessa classe. L’azienda annuncia di aver già ricevuto oltre 678 preordini al prezzo di 148 mila dollari, con un acconto di ottomila dollari per riservare il proprio numero di serie, e il primo cliente in Europa è un italiano, docente di Chimica Organica all’Università di Perugia.
La monoposto volanteLe auto volanti sono sempre stato nel nostro immaginario: dalla DeLorean DMC-12 di Ritorno al Futuro, alle Spinner del dipartimento della polizia di Los Angeles di Blade Runner, alla Ford Anglia 105E turchese del signor Weasley in Harry Potter, e si potrebbe andare avanti a non finire con le citazioni cinematografiche. Ora questa visione futuristica diventa realtà con il Jetson One, il primo velivolo elettrico monoposto personale a decollo ed atterraggio verticali (eVtol) disponibile in commercio, che ha ottenuto dall'Aero Club d'Italia (AeCI) l'identificazione ufficiale italiana come ultraleggero non sperimentale, che gli garantisce gli stessi privilegi operativi di un elicottero ultraleggero VDS (Volo da Diporto e Sportivo) della stessa classe. Il Jetson One copre ora sia le specifiche richieste per l’identificazione quale velivolo VDS e allo stesso tempo le specifiche in conformità alla normativa statunitense Part 103, il che significa che il velivolo può operare su entrambe le sponde dell’Atlantico. Ma mentre negli Stati Uniti vige l’esenzione dall’obbligo di registrazione o di brevetto di pilota, in Europa, e più specificamente in Italia, è richiesta la registrazione per ultraleggeri VDS che attesti la conformità alla normativa nazionale per classificarli sotto tale categoria, oltre al possesso di un attestato di pilota di ultraleggero e di un certificato medico. «Negli ultimi tre anni abbiamo lavorato senza sosta per sbloccare il mercato in Italia e, così facendo, aprire le porte ai cittadini di tutta Europa, offrendo loro la libertà e l’emozione del volo personale - spiega Stephan D’haene, amministratore delegato di Jetson-. Ciò che rende questo traguardo davvero significativo è che lo abbiamo raggiunto all’interno di un quadro normativo esistente: lavorando a stretto contatto con l’Aero Club d’Italia, abbiamo definito un percorso concreto per i voli sportivi e nel segmento recreational con eVTOL in Europa, un obiettivo che il settore perseguiva da oltre un decennio». L ’Aero Club d’Italia ha rilasciato questo primo certificato di identificazione dopo un’attenta fase sperimentale. «Grazie al contesto normativo nazionale, basato su principi autocertificativi, AeCI si pone all’avanguardia anche nel panorama europeo degli Ultralight, consentendo, come in questo caso, attività di ricerca e sviluppo indispensabili anche verso le nuove forme di mobilità personale», spiega Stefano Arcifa, presidente dell’AeCI.











