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Il bullismo, una piaga sempre più diffusa tra i giovanissimi
Torna la rubrica dedicata alla Polizia di Stato e alle misure di prevenzione adottate dal Questore di Ancona: un appuntamento per raccontare, caso per caso, gli strumenti con cui la Questura interviene a tutela dei cittadini. Questa settimana al centro ci sono due ammonimenti per bullismo, adottati nei confronti di altrettanti giovanissimi. Il bullismo, spiega la Polizia di Stato, non è un litigio tra coetanei: sono atti di intimidazione e violenza, fisica o psicologica, ripetuti nel tempo e rivolti intenzionalmente contro chi è percepito come più fragile, per umiliarlo ed emarginarlo. Si manifesta soprattutto a scuola e nei luoghi di ritrovo dei ragazzi, e nelle vittime lascia ansia, isolamento, perdita di autostima. Emblematiche le due vicende seguite dalla Questura dorica. Nella prima, un ragazzino aveva preso di mira un coetaneo con offese continue, epiteti denigratori e umiliazioni, cui si erano aggiunte diverse aggressioni fisiche: una sistematicità che aveva generato nella vittima uno stato crescente di paura, fino a comprometterne la vita scolastica e relazionale. La seconda si è consumata dentro un istituto scolastico, dove uno studente era diventato bersaglio di insulti, comportamenti denigratori e minacce, a volte accompagnati da atteggiamenti intimidatori anche fisici. Episodi spesso messi in scena davanti agli altri studenti: quel pubblico che alimenta il clima di sopraffazione tipico del fenomeno. In entrambi i casi, al termine dell’istruttoria della Divisione Anticrimine, il questore Cesare Capocasa ha adottato l’ammonimento. È uno strumento che consente di intervenire ai primi segnali, prima che si apra un procedimento penale: un richiamo formale al giovane, alla presenza dei genitori, per interrompere sul nascere le condotte e avviare un percorso di responsabilizzazione. Non ha natura punitiva, ma educativa e deterrente, e i suoi effetti cessano al compimento dei diciotto anni. L’istanza può presentarla anche un minorenne che abbia compiuto quattordici anni, assistito da un genitore, e la misura è adottabile finché non sia stata presentata querela o denuncia. Accanto alla misura resta centrale l’attenzione degli adulti. Cambi improvvisi d’umore, rifiuto di andare a scuola, isolamento, disturbi del sonno o richieste insolite di denaro possono essere segnali di un disagio da approfondire: la Polizia invita a non sottovalutarli e a rivolgersi subito alla scuola o alle forze dell’ordine. Gli episodi di bullismo e cyberbullismo possono essere segnalati anche in forma anonima tramite l’app YouPol, che permette di inviare video, immagini, audio e testi e di dialogare in chat con la sala operativa.






