Né l’allora direttore generale del Foggia calcio Vincenzo Milillo; né il capo tifoso Antonello D’Ascanio conoscono l’imputato Danilo Mustaccioli, uno dei sospettati d’aver incendiato le loro auto. E’ quanto detto in Tribunale dai 2 foggiani vittime di intimidazioni mafiose nel marzo 2024. Milillo e D’Ascanio testi d’accusa, sono parti offese nel processo a Mustaccioli, 49 anni, foggiano, detenuto, pregiudicato. E’ accusato di concorso in tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso all’ex presidente Nicola Canonico; e d’aver materialmente partecipato a 4 delle 5 intimidazioni per costringere l’ex patron della società rossonera a dimettersi e vendere il club. L’inchiesta della Dda sfociò in 4 arresti nel maggio 2025. Lo scorso 17 febbraio nel processo abbreviato il gup di Bari condannò i 3 coimputati di Mustaccioli che ha invece optato per il giudizio ordinario in corso in Tribunale a Foggia. Il gup inflisse 7 anni, 2 mesi e 20 giorni a Marco Lombardi, reo confesso, ritenuto il “regista” della strategia della tensione per costringere Canonico a lasciare; 5 anni e 6 mesi al cognato Massimiliano Russo; 5 anni e 10 mesi a Fabio Delli Carri.

Si torna in aula a settembre per interrogare altre due vittime di intimidazioni. L’ex capitano del Foggia calcio Davide Di Pasquale, contro la cui Jeep parcheggiata davanti allo stadio furono esplose fucilate il 18 giugno 2023; e Giuseppe Severo, segretario generale della società rossonera, la cui auto fu data alle fiamme a marzo 2024. Su accordo tra Dda e difensore di Mustaccioli, l’avv. Massimo Garruto, sono stati acquisiti agli atti gli interrogatori resi da D’Ascanio e Milillo durante le indagini. L’avv. Garruto in aula ha posto loro queste 2 domande: conoscono Mustaccioli? Hanno mai avuto contatti diretti o indiretti con l’imputato? Entrambi i testimoni l’hanno escluso. Come lo esclusero Nicola Canonico e il figlio Emanuele (costituiti parte civile) sentiti nell’udienza del 20 maggio.