HomeMilanoCronaca"La mia battaglia per amore di Allah". Dall’Egitto al Pavese con la famiglia. Poi la radicalizzazione via WhatsappStudentessa di 17 anni accusata di terrorismo: nelle chat il video per costruire una cintura esplosiva. L’atteggiamento schivo, gli abiti tradizionali e l’insoddisfazione: "Anni sprecati in conoscenze inutili".La diciassettenne era iscritta a gruppi di Whatsapp che veicolano contenuti di propaganda dello Stato islamicoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"Sto osservando straziata gli anni della mia vita sprecati in conoscenze che non mi sono servite a nulla... in più senza neanche divertimento". Forse questa frase, scritta alle 23.35 del 7 aprile in una conversazione sulla piattaforma Discord, può aiutare a capire (più di quelle in cui ha manifestato l’intenzione di unirsi alla causa dell’Isis) come M.L. – arrivata dall’Egitto nel 2017 e cresciuta in una famiglia normalissima con papà operaio, mamma casalinga e tre fratelli – si sia fatta trascinare nella spirale di odio alimentata dai reclutatori occulti dello Stato islamico. Un tunnel imboccato nel settembre 2025 e percorso sempre più convintamente, tanto che per gli inquirenti c’era la "concreta possibilità di un’imminente attivazione violenta". Ieri alla diciassettenne, residente in un paesino del Pavese e studentessa di un istituto professionale, è stata notificata l’ordinanza del gip del Tribunale dei minori Laura Pietrasanta, che ha disposto il collocamento in comunità con l’accusa di partecipazione ad associazione finalizzata al terrorismo internazionale.