La cintura esplosiva La giovane, che utilizzava come nickname sul Web una numerazione virtuale, era attiva su quattro diversi gruppi di ispirazione jihadista e di aperto sostegno al sedicente Stato islamico, accessibili esclusivamente su invito o su richiesta dell'amministratore. Gruppi nei quali venivano condivisi, a scopo di propaganda e di reclutamento, contenuti multimediali apologetici di Daesh e di aperta istigazione al martirio, nonché manuali di addestramento e fabbricazione di armi ed esplosivi artigianali. Tra essi, appunto, anche le istruzioni per una cintura esplosiva che la 17enne avrebbe voluto costruire artigianalmente.