Spenti tutti. Cinquecento monopattini in sharing tra Mestre e Lido di Venezia, e altre centinaia a Verona, dove Bit Mobility è nata nel 2019 (a Bussolengo), arrivando a raggiungere una flotta di quasi diecimila mezzi in quindici città italiane. L’azienda è stata costretta da giovedì a sospendere temporaneamente il servizio di micromobilità su tutto il territorio nazionale, disabilitando l’utilizzo di tutti i mezzi a causa delle criticità legate all’attivazione delle coperture assicurative previste dal nuovo obbligo di Rca per i monopattini. E ieri il Tar del Lazio, con un decreto monocratico nell’ambito di un ricorso proposto proprio da Bit Mobility, ha negato la sospensione cautelare urgente della circolare emessa il 17 aprile scorso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avente ad oggetto la decorrenza dal 16 luglio dell’obbligo assicurativo dei monopattini elettrici. Mentre, per chi invece ha un monopattino di proprietà e deve mettersi in regola con l’assicurazione, i costi rischiano di essere esorbitanti.

BLOCCATI «La riattivazione del servizio è prevista nelle prossime ore, ma resta subordinata alla risoluzione delle problematiche ancora in corso legate all’attivazione delle coperture assicurative previste dal nuovo obbligo di RCA per i monopattini – spiegano da Bit Mobility che, a Venezia, gestisce il servizio per il Comune dal luglio 2020 –. Serviva una proroga perché le offerte sono arrivate solo alla vigilia dell’obbligo. Come azienda ci siamo adeguati a quanto richiesto, e nonostante l’accettazione immediata delle condizioni contrattuali assicurative, le compagnie non sono state in grado di attivare le polizze in tempo utile». Fino ad ora, infatti, i monopattini a noleggio erano coperti da una semplice assicurazione di “Responsabilità civile”, ma non con una RCA collegata alla targa entrata in vigore per i monopattini, per la quale sono necessari anche i tempi di registrazione. «Senza contare – fanno sapere dall’azienda veronese – i costi molto più elevati delle polizze: da cinque a 16 volte più alti, senza che vi sia stata alcuna variazione nei mezzi, nell’utilizzo o nella sinistrosità». In arrivo anche un ritocco delle tariffe di utilizzo, quindi? «Ora è presto per dirlo, la priorità è far ripartire la mobilità in sharing il più presto possibile» rispondono da Bit Mobility. IL TAR E LE MULTE Il Tar del Lazio, rigettando la richiesta di sospensiva, ha motivato la decisione rilevando che “non sono adeguatamente rappresentate, né sono altrimenti rilevabili, ragioni di estrema gravità urgenza, tali da non consentire neppure la dilazione fino alla data della Camera di consiglio (prevista per il prossimo 26 agosto, ndr.) . In ogni caso, nel bilanciamento degli interessi, appaiono prevalenti gli interessi pubblici sottesi ai provvedimenti impugnati”. Insomma, per poter circolare senza andare incontro a sanzioni da 100 a 400 euro, i monopattini devono essere assicurati come un’auto o una moto. Quelli in sharing come quelli privati, considerando che nel secondo caso quelli messi in regola con il targhino obbligatorio dal 16 maggio scorso sarebbe solo un monopattino su 10 (133mila targhe rilasciate su circa un milione di monopattini in circolazione). Solo nella giornata di ieri la polizia locale di Venezia ha accertato 29 violazioni per i monopattini: 16 per assenza della copertura assicurativa, 10 per mancanza del targhino e tre per mancato utilizzo del casco, con il sequestro di un monopattino con motore di potenza superiore ai limiti consentiti dalla normativa. I premi richiesti dalle compagnie assicurative sono intanto schizzati in alto, con somme che andrebbero da un minimo di 210 euro fino a oltre 400 (superando quindi abbondantemente anche il costo dello stesso monopattino), con la possibilità comunque di una scontistica se si è già clienti della stessa compagnia assicurativa. Per il ministro dei Trasporti Matteo Salvini «casco obbligatorio, targa e assicurazione sono una tutela sia per chi usa il monopattino sia per i cittadini. Penso che sia un provvedimento di civiltà».