di Antonio Troise
La nuova escalation in Medio Oriente? "La mia sensazione è che l’intesa tra Stati Uniti e Teheran non sia stata accettata da tutte le componenti del sistema iraniano – spiega Carlo Altomonte (foto sopra), professore di Economia dell’integrazione europea all’Università Bocconi –. È possibile che, proprio nella settimana dei funerali del leader supremo, alcune di queste componenti abbiano voluto assumere una posizione più intransigente, provocando nuovi attacchi contro le navi e la conseguente risposta americana".
Intanto il traffico attraverso Hormuz si è nuovamente fermato. Che cosa succederà sul fronte dell’economia?
"Le tensioni sullo Stretto tornano immediatamente a riflettersi sul prezzo del petrolio, aumentando la volatilità e i costi di diverse filiere. Gli effetti riguardano la raffinazione dei prodotti petroliferi, la chimica organica, i farmaci e i fertilizzanti. Abbiamo già visto una prima fase di assestamento, con choc che finora sono rimasti gestibili. Ma il ritorno delle ostilità riapre inevitabilmente il problema".
Il fattore tempo può favorire una soluzione diplomatica?









