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Gli ultimi successi hanno dimostrato che, con il giusto sostegno, le imprese tecnologiche europee possono accedere rapidamente ai mercati internazionali. Per sfruttare questi sviluppi positivi, l'Ue deve avere il coraggio di offrire maggiori e migliori tipi di supporto per aiutare le nostre imprese innovative a crescere e a espandersi. Il 4 marzo 2026 l'impresa quantistica francese Pasqal ha annunciato l'intenzione di quotarsi al Nasdaq, dopo un'operazione commerciale con Bleichroeder Acquisition Corp II (BBCQ) che dovrebbe concludersi nelle prossime settimane. La startup, attualmente valutata 2 miliardi di dollari, è un esempio di impresa tecnologica globale prodotta in Europa, e non si tratta di un caso isolato.Appena due mesi dopo, la finlandese IQM ha depositato il modulo F-4 alla Securities and Exchange Commission statunitense: diventando la prima impresa quantistica europea a debuttare in borsa sui mercati esteri il 2 luglio, attraverso una fusione con la Real Asset Acquisition Corp (RAAQ), con sede nel New Jersey. IQM fornisce più sistemi quantistici in loco di qualsiasi altro fabbricante a livello mondiale ed è il fiore all'occhiello della leadership europea nella scienza quantistica. Entrambe le imprese sono profondamente radicate nella ricerca di eccellenza europea e prevalentemente pubblica. Pasqal è stata cofondata da Alain Aspect, fisico quantistico vincitore di un premio Nobel. IQM è stata avviata nel 2018 da Jan Goetz sulla base del suo lavoro di ricerca all'Università di Aalto, in Finlandia.Queste imprese di successo «deep tech» sono radicate in Europa ma operano a livello mondiale. Nella fase iniziale, sono state entrambe sostenute dal fondo di riferimento dell'Unione Europea per le startup, il Consiglio Europeo per l'Innovazione. Molte altre imprese tecnologiche sono nate e stanno nascendo in Europa, alimentate da fattori quali il forte ecosistema di ricerca, il costante sostegno pubblico, l'aumento degli investimenti privati a lungo termine e una recente spinta verso la semplificazione normativa.Il potenziale è chiaro: secondo Atomico, nel 2025 in Europa è stato raggiunto un numero record di nuove imprese tecnologiche fondate, pari a 27 000. Gli investimenti in capitale di rischio sono decuplicati nell'ultimo decennio, con rendimenti superiori a quelli degli Stati Uniti. Anche l'aumento della spesa europea per la difesa sta stimolando start-up innovative che sviluppano tecnologie con applicazioni sia militari che civili. La crescita è tuttavia la fase in cui queste imprese riscontrano maggiori difficoltà in Europa. La relazione Draghi del 2024 ha riassunto la sfida in modo conciso: l'Europa non ha un problema di innovazione, ma di espansione. Raccogliere investimenti superiori a 200 o 300 milioni di euro in Europa resta una notevole sfida per i fondatori di imprese. Pur rappresentando il più grande mercato unico al mondo, i mercati dei capitali europei rimangono frammentati. La propensione al rischio è bassa e gli investitori istituzionali, come i fondi pensione e le compagnie di assicurazione, sono cauti nell'investire in modo significativo nell'innovazione. Molti innovatori semplicemente non riescono a reperire i capitali che le loro ambizioni nell'ambito del deep tech richiedono a lungo termine, spingendoli spesso a rivolgersi a investitori in altri paesi. L'Europa non può permettersi di diventare un incubatore per altre parti del mondo. Quest'insufficienza di finanziamenti è una questione tanto di sovranità quanto di economia, e la corsa alla leadership tecnologica plasmerà la competitività dell'Europa.In quanto responsabili politici e grandi imprese, abbiamo il dovere di dare ai nostri innovatori i mezzi di cui hanno bisogno per intraprendere l'attività, espandersi e rimanere nel nostro continente. Per questo motivo la Commissione Europea ha unito le forze con investitori privati per creare il più grande mezzo di finanziamento della crescita imprenditoriale mai sostenuto dall'Ue: il Fondo Scaleup Europe (Sef). Il Sef finanzierà round di investimento in imprese tecnologiche europee, con un valore medio superiore a 100 milioni di euro per impresa, con la capacità di mobilitare 5 miliardi di euro e con l'ambizione di diventare, in ultima istanza, un fondo da 20 miliardi di euro. Il suo orientamento strategico riguarderà settori di fondamentale importanza per il futuro della nostra economia, quali la quantistica, l'intelligenza artificiale, cleantech, energia da fusione, dual-use e life sciences. Il Sef non è un tentativo di sovvenzionare imprese sul mercato nazionale: è un fondo competitivo sui mercati internazionali, gestito da Eqt, una società indipendente di gestione con una lunga esperienza nella creazione di imprese globali. È sostenuto da un gruppo di investitori europei, tra cui Novo Holdings, Santander, San Paolo/Intesa, Caixa, Allianz e Apg. L'ambizione del fondo è quella di generare rendimenti tali da situarsi tra i fondi con i migliori risultati a livello globale. Il fondo Sef rappresenta una tappa importante per l'innovazione europea, ma non è l'unico strumento. Il pacchetto Unione del Risparmio e degli Investimenti mira in particolare ad aumentare la partecipazione degli investitori retail ai mercati europei dei capitali, a promuovere gli investimenti azionari da parte degli investitori istituzionali e a ridurre la frammentazione del mercato unico dell'Ue. Il quadro della forma societaria Ee Inc. (o 28º regime) proposto dalla Commissione Europea dovrebbe inoltre semplificare la creazione di imprese, consentendo ai fondatori di avviare un'impresa in 48 ore, seguendo una procedura totalmente digitale e per un importo inferiore a 100 euro, e di poter operare nei 27 paesi nell'ambito di un unico insieme di norme.L'Europa può senza dubbio fare molto di più come Unione. Trovare un equilibrio tra i programmi nazionali e i più ampi obiettivi continentali può talvolta essere difficile. Abbiamo bisogno di un impegno costante da parte delle istituzioni europee, dei governi e dei partner industriali per essere all'altezza delle nostre ambizioni, in particolare aumentando la spesa in ricerca e sviluppo. Ma l'Europa deve sfruttare il suo slancio tecnologico: non c'è tempo da perdere. I successi di IQM, Pasqal e di molte altre imprese europee dimostrano cosa possono realizzare gli innovatori del continente quando trovano le condizioni giuste per crescere. Ora l'obiettivo è semplice: dobbiamo garantire che la prossima generazione di campioni europei possa scalare a livello mondiale più facilmente e continuare a svilupparsi in Europa, alimentando produttività, occupazione, gettito fiscale e competitività.*Commissaria europea per le Startup,la ricerca e l'innovazione**Amministratore delegatodi Novo Holdings