Selargius-Monserrato.18 luglio 2026 alle 00:47Donati 400mila esemplari agli allevatori che avevano perso i loro sciami
Il fumo nero che l’8 luglio ha oscurato il cielo tra Monserrato e Selargius non ha solo divorato cento ettari di campagna, riducendo in cenere campi e colline. Ha anche compiuto una strage silenziosa ma straziante per chi la terra la vive: ha spento il battito d’ali di più di 750mila api. Un intero ecosistema cancellato in pochi minuti dalle fiamme che hanno trovato nelle arnie di legno e nella cera l’esca per inghiottire quella culla di biodiversità.
Sa paradura
Ora però il ronzio nelle campagne di Selargius è tornato. E lo ha fatto grazie a un miracolo di solidarietà che affonda le radici nel cuore antico della Sardegna. Si chiama “sa paradura”, la millenaria usanza con cui, se il pastore perde il suo gregge, gli altri riparano il danno regalando delle pecore al collega sfortunato. Stavolta la paradura è diventata “alata”, ideata da Giulia Bergamini, apicoltrice di Monserrato. «Tutto è nato da un video sui social», racconta. «Ho visto quelle casette carbonizzate e ho cercato di capire di chi fossero. In un gruppo WhatsApp che unisce 160 apicoltori siamo risaliti a loro. Ho deciso di donare la mia prima arnia e subito si è scatenata una gara di generosità». Ieri mattina sono state consegnate le prime cinque famiglie, circa 400mila esemplari, e molte altre ne arriveranno da altri colleghi.







