la polemica18 luglio 2026 alle 00:48L’accusa sull’esito del 2020 prepara la contestazione al voto di midterm
WASHINGTON.
Come se sei anni e un'altra elezione, peraltro vinta, non fossero mai passati. In un discorso in prima serata, Donald Trump rilancia le accuse di frode elettorale e interferenze di Paesi stranieri, la Cina in prima fila, in vista delle midterm di novembre che, molti prevedono, si prepara a contestare in caso di sconfitta dei repubblicani. Una tirata che ha fatto subito infuriare Pechino ma anche Mosca, e suscitato le critiche di democratici ed esperti di elezioni secondo i quali le accuse del tycoon sono, ancora, prive di fondamento.
Fatti non verificati
L'affermazione di Trump secondo cui le elezioni del 2020 sarebbero state «truccate» non è mai stata comprovata. In questi anni ci sono state oltre 60 azioni legali che non hanno portato ad alcuna sentenza che accertasse frodi tali da modificare l'esito del voto, né sono state riscontrate da riconteggi, verifiche e dallo stesso dipartimento di Giustizia. Alla vigilia del discorso la Casa Bianca e lo stesso Trump avevano promesso «novità scioccanti», ma secondo gli analisti gran parte dell'intervento ha riproposto materiale noto da anni o privo di riscontri.










