Due mesi dopo l’omicidio del bracciante Bakari Sako, Taranto torna sulle cronache per una indagine sul caporalato. I carabinieri del gruppo tutela del lavoro di Napoli hanno arrestato gli imprenditori agricoli Giovanni e Carlo Giannico (padre e figlio) e altre due persone risultano indagate con le accuse, a vario titolo, di omicidio colposo aggravato, caporalato, inquinamento, disastro ambientale. L’operazione, denominata “I giorni del cielo”, è partita dopo la morte, nella notte tra il 25 e il 26 maggio 2024 del bracciante Rajwinder Sidhu Singh in un’azienda agricola di Laterza. L’uomo è sbalzato da una pala caricatrice obsoleta, con organi meccanici esposti e senza dispositivi di sicurezza. Ma Giovanni Giannico trasportò il 38enne all’ospedale di Castellaneta dichiarando ai medici che l’uomo aveva avuto un improvviso svenimento. L’autopsia rivelò poi la verità.

Grazie alle dichiarazioni dei colleghi della vittima, i carabinieri hanno ricostruito lo scenario in cui avvenne l’incidente. Ne è emerso un quadro di grave sfruttamento: gli operai lavoravano fino a 13 ore al giorno con paghe inferiori a tre euro l’ora, in condizioni di estrema vulnerabilità e controllati da telecamere abusive. Per il colonnello Marcello Robustelli, l’attività si basava su «un modello organizzativo elevato a sistema di sfruttamento, finalizzato alla massimizzazione del profitto».