La Taranto indignata per l’omicidio di Bakari Sako è anche quella solidale: sono stati raccolti oltre 30mila euro come provento dell’iniziativa lanciata dalle associazioni locali per aiutare la famiglia di Sako, il bracciante maliano ucciso all’alba del 9 maggio scorso in piazza Fontana, mentre passava in bici per andare al lavoro.

L’omicidio ha scosso la città. Che ha risposto immediatamente con una manifestazione di piazza nella quale per la prima volta si è affacciata l’idea di raccogliere dei fondi per la famiglia del 35enne. Per oltre due mesi è stato possibile donare. E a conti fatti risultano 30.452,65 euro, già trasmessi alla famiglia. Che – per bocca dell’associazione Babele, vicina alle persone migranti residenti a Taranto e nel circondario – "ringrazia tutte e tutti coloro che hanno partecipato".

Per l’omicidio di Bakari Sako rispondono in concorso sei ragazzi, quattro delle quali minorenni. Secondo la ricostruzione dell’indagine, il gruppo lo ha aggredito senza ragione attorno alle cinque di mattina, quando il bracciante passava da piazza Fontana per recarsi in stazione, lasciare la bici e andare a lavorare nelle campagne della provincia.

I minori lo hanno aggredito dopo aver tentato di fermare un altro migrante, sfuggito alle provocazioni. Sako, invece, è stato bloccato, accerchiato, picchiato a calci e pugni, prima che un membro del branco lo colpisse con tre coltellate, fatali. Il 35enne aveva provato a sfuggire all’aggressione cercando rifugio in un bar, ma era stato respinto dal titolare (anche lui indagato per favoreggiamento nei confronti di uno degli aggressori). A quel punto, si è accasciato ed è stato trascinato di peso dal gruppo, prima di morire sul selciato della piazza.