di
Nicolò Franceschin
La visita a sorpresa prima del Mondiale del giocatore dell'Argentina. «Non ce lo saremmo mai aspettati», il racconto dei titolari
Ci sono storie capaci di percorrere 11.100 km in pochi attimi. In grado di collegare Rafael Calzada, piccolo comune in provincia di Buenos Aires, e Genova. C'entrano un pallone, una nave e alberi genealogici che si legano con le loro ramificazioni di vita.Partiamo dal presente, il passato si conoscerà nel corso del racconto.Siamo nelle settimane che precedono il Mondiale. Nicolas Tagliafico, in vacanza a Portofino, prima di far ritorno in patria passa da Genova. Il papà gli ha consigliato di far visita a un posto nel centro storico della città ligure: la Pasticceria Tagliafico. «È di alcuni nostri parenti». Il terzino dell'Argentina ascolta il padre.
Nicolas entra e si presenta al signor Giacomo, titolare della pasticceria. Un passaporto per presentarsi e l'emozione dell'uomo alla vista del campione argentino. «È stata una sorpresa, non ce lo saremmo mai aspettati», raccontano Lorenzo e Filippo, figli di Giacomo. Il giocatore mostra la foto di un albero genealogico mandatogli dal papà e insieme rivivono i percorsi delle due famiglie.












