Riceviamo un intervento di Ettore Crobu, presidente dell'Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Cagliari
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«La Sardegna ha vissuto una delle giornate più calde mai registrate. Il 17 luglio numerose località dell'Isola hanno superato i 45 °C, con un picco di 47,5 °C a Santa Lucia di Capoterra, seguito da 47,3 °C a Castiadas – San Pietro, 46,7 °C a Macchiareddu, 46,6 °C a Flumini Uri (San Vito), 46,3 °C a Uta e 46,1 °C a Tertenia. Tra i comuni che hanno superato i 45 °C figura anche Vallermosa, dove sono stati registrati 45,3 °C, insieme a Capoterra, Decimomannu, Dorgali, Oliena, Sestu, Villasor, Poggio dei Pini e Nuraminis.
Non siamo di fronte soltanto a un record meteorologico. Questi dati confermano che il cambiamento climatico è ormai una realtà con cui la Sardegna deve confrontarsi quotidianamente. Le conseguenze interessano tutti, ma colpiscono in modo particolare il settore agricolo e forestale, che vive in stretta relazione con gli equilibri naturali.
Le ondate di calore, la crescente scarsità della risorsa idrica, gli eventi meteorologici estremi e l'aumento del rischio incendi stanno modificando profondamente il nostro territorio. Le imprese agricole sono costrette ad affrontare una riduzione delle produzioni, un incremento dei costi di gestione e una sempre maggiore difficoltà nella programmazione delle attività.











