Mettere gomma Soft, spingere a metà della seconda sessione e fare il vuoto con un solo giro. Andrea Kimi Antonelli, oramai si sa, riesce quasi subito ad adattarsi alla sua Mercedes e così ha fatto anche a Spa, giocando a nascondino nelle prime libere e decidendo poi quando dare lo strappo che ha spezzato in un attimo le speranze dei rivali. Il bolognese della Stella si è preso le FP2 con un tempo d’autore, unico a scendere sotto l’1’46” (1’45”944) tanto da mettere tutti i riga. Dopo una prima sessione che aveva fatto sorgere qualche dubbio sul team di Brackley, Kimi ha lanciato un messaggio chiarissimo: è lui il favorito per il weekend (sfortuna permettendo). Il tutto mentre — come visto anche in Inghilterra — George Russell (8°) ha litigato per tutto il venerdì con la propria vettura non riuscendo a trovare il consueto grip, sentendo in particolare un posteriore troppo leggero della sua Freccia d’Argento. Antonelli è stato il più veloce sul giro secco, ma soprattutto ha impressionato nella simulazione di gara, mostrando un passo irraggiungibile per tutti gli altri. Una risposta immediata dopo una FP1 complicata, chiusa soltanto da 6° dietro a Max Verstappen — che aveva aperto il weekend davanti a tutti sfruttando una Red Bull subito competitiva — e alle Ferrari di Lewis Hamilton (2°) e Charles Leclerc (3°). La differenza tra le due sessioni è stata soprattutto tecnica. Al mattino la Mercedes aveva scelto una configurazione aerodinamica troppo scarica e aveva faticato nella gestione dell'energia sul giro, soprattutto nel secondo settore. È bastata però una sola ora di lavoro per ritrovare la finestra ideale di funzionamento: bilanciamento corretto, maggiore fiducia all'anteriore e una vettura tornata dominante. Se per Kimi tutto sembra filare liscio, Russell ha continuato a inseguire l'assetto giusto per tutta la sessione, arrivando perfino a effettuare un run supplementare con gomme medie per provare soluzioni diverse. Il risultato non è cambiato: 8° con un ritardo vicino al 1”3 dal compagno di squadra, confermando ancora una volta quanto il leader del campionato stia facendo la differenza. Alle spalle dell'italiano si è piazzata la prima McLaren di Lando Norris (2°), staccato di quasi due decimi ma autore di un passo gara incoraggiante. Il campione del mondo in carica dovrà però scontare 10 posizioni di penalità sulla griglia per la sostituzione della centralina. Se dunque Lando dovrà fare una gara di rimonta, grande curiosità in vista di sabato è vedere se quanto di buono mostrato da Verstappen in queste prime due sessioni nelle Ardenne verrà poi riconfermato. Nonostante l’ala Macarena della polemica rimossa prima del weekend belga — era finito a muro nel finale di gara a Silverstone, vanificando il podio — l’olandese ha confermato di essere della gara per lo meno per la qualifica, con la necessità però di migliorare nel passo in vista del GP di domenica. Sicuramente Max è un ostacolo non indifferente sulla strada della Ferrari, che se nel venerdì inglese aveva subito brillato è oggi stata protagonista di un venerdì complicato, in ombra. Hamilton (4°) ha limitato i danni chiudendo a 7 decimi dalla vetta, mentre Charles Leclerc (11°) è rimasto lontano dai migliori, anche a causa della cancellazione di un giro veloce per track limit che lo avrebbe riportato almeno in top-10 (7°). La sensazione è che la SF-26 vista brillante nella prima sessione sia stata ridimensionata nel pomeriggio, e che il team di Maranello debba ancora trovare il giusto compromesso tra prestazione e gestione dell’energia. Non facile in vista delle qualifiche di sabato — via alle 16 con diretta su Sky Sport F1 e differita in chiaro su TV8 alle 18.30 — considerando il gap che il Cavallino paga nei lunghi rettilinei. Hanno completato la top-10: Isack Hadjar (5°) con la Red Bull, Oscar Piastri (6° ma autore però di una simulazione di gara limitata), Franco Colapinto (7°), che salva il venerdì dell’Alpine, Arvid Lindblad (9°) e Liam Lawson (10°), che hanno confermato l'ottimo momento della Racing Bulls. Spettacolare ma brutto l’incidente occorso a Pierre Gasly, finito nelle barriera a destra dopo la curva di Pouhon distruggendo la sua auto. Il botto ha costretto i commissari a esporre la bandiera rossa fino a due minuti dal termine dell'ora, utili solo per le prove di partenza finali dei piloti in vista di domenica.