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Un emendamento appena approvato al disegno di legge delega sulle professioni sanitarie facilita il reintegro dei professionisti sanitari radiati dagli ordini professionali durante la pandemia. Benché sia formulato in maniera molto generica e non parli espressamente di vaccini, l’emendamento è stato presentato e interpretato come un intervento rivolto soprattutto ai medici radiati per via delle loro posizioni antivacciniste, quelle spesso sintetizzate nell’appellativo “no vax”.
L’emendamento parla di sanitari radiati per «fatti non dolosi» durante l’emergenza Covid-19, cioè commessi senza l’intenzione di provocare un danno, e che siano stati causati, tra le altre cose, dalla limitatezza delle conoscenze a disposizione sulle terapie appropriate. È una formulazione ampiamente interpretabile, che potrebbe essere invocata anche da medici radiati per aver promosso tesi antiscientifiche o diffuso disinformazione sui vaccini, e che ora potrebbero sostenere che quei comportamenti fossero legati al contesto di incertezza scientifica dei primi tempi della pandemia.
Alice Buonguerrieri, la deputata che ha proposto l’emendamento, fa parte di Fratelli d’Italia, il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ha detto che serve a mettere fine alla «persecuzione» dei sanitari, a ripristinare la loro «vera libertà» di «operare in scienza e coscienza» e a concludere quella che ha definito una «caccia alle streghe fuori tempo massimo». Il governo di Meloni ha avuto più volte posizioni ambigue sui vaccini per il Covid, e tra i suoi primi provvedimenti nel 2022 ci fu quello con cui decretò la fine dell’obbligo di vaccinarsi contro il Covid per il personale sanitario.










