Durante la pandemia Matteo Poddighe studia la scienza dei nanomateriali antivirali all’Università di Sassari. Per caso, inciampa in una molecola della liquirizia con straordinarie proprietà antimicrobiche. Nessuno l’ha ancora esplorata davvero. Da quella scoperta nasce Alkelux. L’intuizione non è solo chimica: la liquirizia italiana viene lavorata per oltre l’80 per cento in Calabria, generando ogni anno più di 7 mila tonnellate di scarti che le aziende faticano a smaltire. Alkelux le ritira, e le trasforma in una polvere antimicrobica da aggiungere agli imballaggi alimentari. Trattata con lo 0,1 per cento in peso del prodotto, una tonnellata di packaging diventa attiva, rallenta la proliferazione microbica e allunga la vita del cibo al suo interno. Il risultato, secondo modelli predittivi, è una riduzione dello spreco alimentare fino al 50 per cento, con un impatto enorme sulle emissioni globali di CO2 legate alla produzione e al consumo di cibo. Fondata nel 2024, Alkelux ha chiuso a febbraio 2026 una prima raccolta di capitali da 970 mila euro per costruire il suo impianto pilota a Sassari, che porterà la produzione da 10 kg a quasi 4,5 tonnellate annue. Il lancio commerciale è previsto per il 2027, con l’impianto industriale in Calabria, dove nasce la materia prima.
Un packaging salutare dagli scarti della liquirizia
Durante la pandemia Matteo Poddighe studia la scienza dei nanomateriali antivirali all’Università di Sassari. Per caso, inciampa in una molecola della liquirizia con straordinarie proprietà antimicrobiche. Nessuno l’ha ancora esplorata davvero. Da quella scoperta nasce Alkelux. L’intuizione non è solo chimica: la liquirizia italiana viene lavorata per oltre l’80 per cento in Calabria, generando ogni anno più di 7 mila tonnellate di scarti che le aziende faticano a smaltire. Alkelux le ritira, e le trasforma in una polvere antimicrobica da aggiungere agli imballaggi alimentari. Trattata con lo 0,1 per cento in peso del prodotto, una tonnellata di packaging diventa attiva, rallenta la proliferazione microbica e allunga la vita del cibo al suo interno. Il risultato, secondo modelli predittivi, è una riduzione dello spreco alimentare fino al 50 per cento, con un impatto enorme sulle emissioni globali di CO2 legate alla produzione e al consumo di cibo. Fondata nel 2024, Alkelux ha chiuso a febbraio 2026 una prima raccolta di capitali da 970 mila euro per costruire il suo impianto pilota a Sassari, che porterà la produzione da 10 kg a quasi 4,5 tonnellate annue. Il lancio commerciale è previsto per il 2027, con l’impianto industriale in Calabria, dove nasce la materia prima.






