Algae Scope, con base a Venezia, è tra le startup premiate in occasione della Green Week di Bruxelles. La fondatrice Natasha Yamamura: «I costi sono ancora alti, ma possiamo diventare competitivi»

Da Bruxelles – Si trovano un po’ ovunque: nei tessuti, negli imballaggi degli alimenti, persino in alcuni prodotti per l’igiene personale. I Pfas – noti soprattutto come «forever chemicals», ossia «inquinanti eterni» – sono da tempo nella lista nera delle sostanze che diversi governi in tutto il mondo stanno valutando di mettere al bando. Sotto questa etichetta rientrano oltre 10mila sostanze chimiche utilizzate dall’industria per rendere i materiali più resistenti all’acqua, alle macchie o al calore.

Peccato che quelle stesse caratteristiche li rendano estremamente resistenti alla degradazione e in grado di accumularsi nel corpo umano e nell’ambiente attraverso aria, acqua e cibo. Per questo, c’è chi è al lavoro per trovare alternative più sostenibili. Un mercato ancora acerbo, ma con margini di crescita potenzialmente molto importanti. Tra chi prova a muovere i primi passi nel settore c’è anche Algae Scope, una startup con base a Venezia fondata nel 2023, che propone di sostituire i Pfas con un’alternativa naturale e biodegradabile: le alghe.