Rilasciare fertilizzanti, pesticidi, biostimolanti e altre sostanze agronomiche in un modo più efficiente e sostenibile attraverso nano-capsule biodegradabili. È l’idea alla base della startup Altered Materials, nata a Torino nell’ottobre 2025 su iniziativa di quattro ricercatori e ricercatrici, che è stata premiata oggi come migliore startup innovativa alla tredicesima edizione del Premio impresa ambiente promosso dalla Camera di commercio di Venezia e Rodrigo e Unioncamere.
Il problema di nutrienti e fitofarmaci
La tecnologia sviluppata dalla startup - che fa parte del programma dell’incubatore del Politecnico di Torino I3P ed è uno spin off congiunto tra Politecnico e Università di Torino - affronta un problema strutturale: oltre il 50% dei nutrienti distribuiti in campo va perduto per lavato dalla pioggia o disperso nell’aria, mentre più del 90% dei fitofarmaci applicati per via fogliare non raggiunge il bersaglio. Uno spreco che, spiegano i fondatori, costa 15-20 miliardi di euro ogni anno in Europa.
Una soluzione contro gli sprechi
Le soluzioni alternative attualmente disponibili (fertilizzanti a lento rilascio), inoltre, utilizzano materiali non biodegradabili. Da qui lo sviluppo di capsule nanometriche completamente biodegradabili che si attivano in risposta ai segnali biochimici emessi dalla pianta, sincronizzando il rilascio dei principi attivi con il reale fabbisogno fisiologico della pianta stessa, andando così potenzialmente a ridurre del 30 per cento le perdite di input agricoli. Nel concreto, l’applicazione pilota della tecnologia è prevista per metà del 2027.







