La Corte Costituzionale, con una sentenza, ha salvato la Fondazione Milano-Cortina dichiarando inammissibile le questioni sollevate dalla giudice delle indagini preliminari di Milano.
La Corte Costituzionale ha salvato la Fondazione Milano-Cortina. Nella giornata di ieri, giovedì 16 luglio 2026, ha depositato la sentenza – precisamente la numero 129 – con la quale ha dichiarato inammissibile le questioni di legittimità costituzionali sollevate dalla gip Patrizia Nobile. A redigere la sentenza è stato Francesco Saverio Marini, consulente giuridico della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Le questioni di legittimità erano state sollevate nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Milano, nella quale erano contestati, tra gli altri, anche i reati di corruzione propria e turbata libertà degli incanti proprio relativamente ad alcune procedure della Fondazione per affidare servizi a terzi. All'epoca, i pubblici ministeri Francesco Cajani e Alessandro Gobbis erano stati costretti a chiedere l'archiviazione, ma nella richiesta inviata alla gip avevano chiesto di sollevare la questione di incostituzionalità. E così è accaduto. La giudice, infatti, aveva accolto le istanze della Procura e sollevato dubbi di costituzionalità sul decreto legge del 2024, conosciuto come "Salva-Olimpiadi", presentata come "disposizione di interpretazione autentica". In particolare era contestato il fatto che questa disposizione fosse una "falsa interpretazione autentica" della normativa precedente e che la legge avesse trasformato la Fondazione in un ente di diritto privato evitando così che venissero applicate le "procedure di evidenza pubblica" e che quindi potesse incorrere in qualsiasi tipo di inchiesta per reati contro la pubblica amministrazione.













