Al 31 dicembre scorso ammontano a 119.050 i dottori commercialisti e gli esperti contabili iscritti agli Albi (in discesa di 902 in un anno, -0,8%, con una più marcata diminuzione nelle regioni meridionali), mentre si assiste a una graduale «escalation» delle Società tra professionisti (+9,3%, con valori più alti nel Centro della Penisola) giunte a quota 2.142, con un incremento di 181 unità, così come il registro dei praticanti mostra un’inversione di tendenza grazie ad una crescita di 468 futuri membri della categoria economico-giuridica che porta il totale a 11.507 (e le «matricole» sono più numerose al Sud). È ciò che si legge Rapporto 2026 sulla professione, pubblicato dalla Fondazione nazionale di ricerca dei commercialisti e presentato il 16 luglio 2026, a Roma, nel corso dell’assemblea dei presidenti degli Ordini territoriali promossa dal Consiglio nazionale.
Fondi pensione e Tfr: la sceltaLe nuove regole di adesione alla previdenza integrativa e le prestazioni: guida alle decisioni per lavoratori e aziendeLa situazione reddituale
Nel documento viene posto l’accento sulle dimensioni dei proventi dell’attività nell’ultimo anno fiscalmente disponibile: il reddito medio dei commercialisti «è aumentato dell’8,3% nel corso del 2025 (relativo al 2024) ed è risultato pari a 87.376 euro, quello mediano – la quota, cioè, che divide in due la distribuzione dei guadagni individuali – è salito del 5,5%, arrivando a 48.420 euro»; le cifre vengono elaborate dalla Fondazione come media ponderata dei redditi dichiarati ai due Enti di previdenza di categoria, la Cassa dottori (Cdc) e l’Istituto pensionistico dei ragionieri (Cnpr).







