Volano i redditi dei commercialisti, ma da Nord a Sud le differenze restano profonde. Tra il 2007 e il 2023, infatti, il reddito complessivo della categoria è cresciuto del 68,6%, oltre il doppio rispetto al Pil. Persistono però ampie disomogeneità: un professionista a Bolzano guadagna in media 164.288 euro l’anno, mentre a Reggio Calabria si ferma a 33.698 euro. Un divario alimentato da fattori esterni, come un tessuto produttivo meno dinamico, una minore presenza di imprese e, di conseguenza, una domanda più contenuta di servizi professionali. È quanto emerge dalla ricerca della Fondazione nazionale della categoria «I redditi dei commercialisti. Un’analisi territoriale tra convergenza, cluster analysis e modellazione econometrica», diffusa ieri.
Il quadro generale
L’indagine descrive «un quadro in continua espansione della professione di commercialista», accompagnato da «un importante processo di riallineamento dei redditi medi territoriali», che continua tuttavia a scontrarsi con «notevoli ostacoli economici strutturali». Nel periodo 2007-2023, coincidente con l’introduzione dell’Albo unico che ha riunito dottori commercialisti e ragionieri, il reddito complessivo della categoria è aumentato del 68,6%, a fronte di una crescita del Pil del 32,2%.








